Gli inseparabili sono coppie di uccelli similari ai pappagallini che si scelgono amorevolmente per vivere insieme tutta la loro vita.
Una volta scelti, loro sanno che lui senza lei non può vivere e lei senza lui non può vivere, ma lo fanno vicendevolmente in maniera attivamente gioiosa.
Un giorno due inseparabili si stavano accarezzando lisciandosi, e lui afferrò col becco una piuma di lei, tirandola quel poco che serviva a farlo sentire a lei, che si scansò di scatto, poi si girò a guardarlo e i loro occhi donarono a entrambi risate interiori.
Questi scherzi facevano parte del loro rapporto vitale, nel connubio della loro essenza.
Poco dopo lui s’allontanò di poco, una trentina di metri, poiché lui senza lei non poteva vivere e lei senza lui non poteva vivere.
Si distanziavano sempre di poco.
Sul ramo di un albero dei dintorni incontrò un’altra lei di una nuova coppia, e rimase soggiogato dal fascino di quel verde più acceso della sua lei è dal rosso sotto il becco talmente chiaro che appariva rosa. Incrociarono i loro occhi, e fu come se lui le avesse detto ‘Io stanotte torno su questo ramo’, poi guardò in direzione della sua lei e volò allontanandosi.
Al suo arrivo dalla sua lei la lisciò immediatamente, subendo lo stesso scherzo che le aveva fatto lui prima. Occhi negli occhi, risate interiori.
Arrivò la sera, si cibarono e si indussero al sonno; ma lui pensava all’altra lei.
La sua lei s’addormento sul loro ramo come al solito con immediatezza. Lui non tentò neanche di farlo e guardò in direzione del ramo dell’altra lei.
Breve fu l’indugio, e parti per l’altro ramo volando silenzioso.
Trovo l’altra lei che lo aspettava su quel ramo. Lui si avvicinò un tarso dopo l’altro fiancheggiandola.
Silenzio assoluto e lui, tremando, chinò il suo vertice dirigendolo verso l’altra lei, che ne fu coinvolta.
Si accoppiarono tradendo, poi lei tornò dal suo lui, lui tornò dalla sua lei.
Lui in volo pensò ‘Tanto lei non lo saprà mai’.
Dormirono entrambi tristemente accanto alla loro parte fondamentale di vita.
Al risveglio lui si comportò freddamente con la sua lei. Ai suoi cinguettii non diede un adito e continuo.
Lei sentì quel qualcosa che non andava.
Alla sera lui tentò di tornare attivo lisciandola, ma lei rimase indecisa.
Passò l’altra lei in volo con il suo lui proprio dinnanzi al loro ramo. Fu una questione di attimi; lei lo vide mentre guardava l’altra, e comprese tutto. Non appena lui si voltò incrociando il suo sguardo, lei rimase a fissarlo per qualche secondo, poi volò via come gridando ‘Lo faccio perché tanto io non lo sapevo che tu senza di me non avresti vissuto, ma io preferisco vivere senza respirare che respirare accanto a te’.
In volo e nell’urlo virtuale le si accostò l’altra lei. Non si guardarono ma le due lei avevano deciso entrambe di non vivere; con il loro lui. Ogni battito di ali era come un singhiozzo, e sentirono una le lacrime dell’altra.
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