Perso, ma non affranto, delle tante cose da fare, sentivo d’esser chiuso in una prigione che faceva e tutt’ora fa girare la mia fantasia in spazi angusti e tetri, e mi sentivo come L’uomo nel labirinto.
Scritto magistralmente da Donato Carrisi (25 marzo 1973), questo libro è stato pubblicato dalla Longanesi ed è un thriller che ha scalato le prime posizioni nella classifica di vendita appena uscì, nel 2017.

Donato Carrisi
Samantha Andretti è una bella tredicenne come le altre, con le prime emozioni ed i primi interrogativi. Un giorno scompare. Un caso che acquisisce clamore perché viene nominata anche nei programmi televisivi, e passano giorni, mesi, anni. Le domande, per chi segue il caso, si moltiplicano, ed il fatto che riporta a galla Sam, che col tempo era sparita per dimenticanza dalle teste dei tanti, è che viene ritrovata dopo 15 anni nuda e con una gamba rotta.
La ragazza di 28 anni è ricoverata e per come parla appare ancora una tredicenne. Uno psicologo la tratta e cerca di ridarle linfa vitale. Pende, per quello che può, confidenza, ed inizia a farle domande in merito alla sua sparizione, ma lei non ricorda nulla sul come è sparita, ma tutto sul dove ha vissuto; non il posizionamento geografico, ma il com’era al suo interno. Un labirinto.
Le chiede se ricorda chi era in sua compagnia, lei risponde che era con il labirinto. Ne parla come se fosse stato il labirinto a rapirla, comandarla, darle i pasti e mantenerla in vita, e lo fa rimembrando le cose che aveva cancellato dalla memoria. In quei ricordi semi cancellati, si capisce subito che questa pulizia era stata automatica per continuare a vivere.
Racconta che il labirinto, all’inizio di quella obbligata permanenza, le aveva fatto trovare un cubo di rubik, e lei, senza mangiare né bere, aveva tentato di terminare un lato. Ci era riuscita e il labirinto le aveva dato poco cibo e acqua.
I media che rilanciano la storia della tredicenne, chiamano l’attenzione dell’investigatore privato Bruno Genko, l’uomo che al tempo della sparizione era stato incaricato al ritrovamento dai genitori, sofferenti e con poche speranze.
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Questo thriller mi ha affascinato sin dall’inizio, con i racconti scomposti ed in larga parte illogici di Sam. Quando li racconta in prima persona, è come se rivivesse tutto ciò che le accade. Sensibilità della ragazza che viene masticata da questo Labirinto.
Sarà un thriller fantasy? Questa è la prima domanda che si induce nei pensieri del lettore, poiché tutto ciò che era accade nel libro sembra oggettivamente inspiegabile.
Inoltre c’è il coniglio. Il coniglio che appare e rapisce.
Tra le cose che mi piacciono nelle letture, c’è il fatto che vengano spiegate diverse cose che, se non vissute, molti di noi non si domandano. Donato Carrisi, accompagna piacevolmente il lettore, evidenziandole.
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