Se guardo nel dietro, se guardo nel fu
C’è tanta tristezza, ma gioia ancor più
Non parlo dell’ora, ma parlo del prima
Non ero ancor nato, ma era già accesa la vita
E c’erano battute, e c’erano pianti
Si vive assai poco senza né l’uno né gli altri
E vi fu quella Grecia, che teneva l’Atene
E fu quella che per tanti, inventò il bene
Ma storicamente, dalle guerre attestato
Quella crazia è una demo mancato
Ed i filosofi s’affiancano agli scienziati
Non è perfetta, è un tondo senza lati
Poi ci risulta il Napoleone, e la storia va avanti
Ma le guerre non terminano, e non terminano i pianti
E c’è la prima mondiale, quella con più cuori infranti
Ma l’Italia la vince, si ma con i fari spenti
E c’è l’Avanti che lancia un giornalista
Di peso, spessore, non un qualunquista
Ma il ventennio è basso, e senza smalto
Anche noi non siam perfetti, ma siamo più in alto
Seppur c’era orgoglio, i pianti eran tanti
Ed era l’Uno che comandava, non certo la demo dei canti
Ed i pianti possono esser visti come atti romantici
Ma se togli la vita agli altri, non son altro che atti patetici
E più guardo il passato, più vedo il creato succinto
Non c’è che nulla del quale possa dir d’esser convinto
Poiché la storia che fu, è stata scritta da chi dirigeva
E quella storia per me, non si trova in braccio ad Eva
E allora, mio caro lettore, se hai voglia con me di guardar il futuro
Guarda il dietro, il dietro che fu
Ma non sperare in quella rivoluzione che senti prossima, che non porta a nulla
L’unico accrescimento è quello dell’evoluzione, che non grida ma culla
Rispetta la legge che frequenti, e continua a sperare
Questa crazia è un gradino importante, ed è l’andare
Armonizzati con un sol dovere:
Quello del rispetto, unico obbligo da osservare
Sii pacifico, sii tollerante
L’amor che a tutti ha dato, equilibratamente
Leave A Response