Nel mio diario vitale interconnesso con il web voglio enunciare le particolarità che vissi in questa data.
Era il 9/7/2016, e lo sottolineo nuovamente per imprimerne l’importanza non recondita che tendo ad esprimerti.
La sera prima conobbi un uomo che divenne immediatamente candidato ad entrare nella mia cerchia di amicizie, e te ne esporrò il nome senza la compagnia del cognome poiché sono legato alla privacy ed al rispetto di tutti: Stefano.
Eravamo nella Terrazza San Pancrazio (Gianicolo, Roma), e lui mi fu presentato dalla mia fidata amica Simona.
Un paio di drink nei quali nuotarono delle battute similari a quelle delle commedie di alto rango anticiparono l’invito esposto dal già nominato nei miei confronti, che consisteva nel presentarmi il giorno dopo in una villa nella provincia di Terni per una festa, che sarebbe meglio e più appropriato definire pool/party (le parole inglesi conferiscono quel fascino svagato).
Riflettei per un secondo non ancora sicuro che fosse un invito reale, ma dopo quel secondo abbandonai l’aria delle mie ricche domande della mia testa e risposi:
“Ma anche si!”.
Quel giorno che t’ho sottolineato poc’anzi mi svegliai intorno alle 9:00 e decisi di partire per le 10:30, volendo, come al solito, rispettare ciò che m’aveva illustrato Stefano come l’orario dell’incontro nella villa (ipotetico, non c’era l’obbligo) e le cose che suggeriva si potessero portare, quindi per gli uomini qualcosa da bere e per le donne un ché da mangiare (entrambi ipotetici, libertà anche in questo).
Comprai tre bottiglie di vino rosso e partii arrivando come primo tra gli ospiti in quel luogo impensabilmente e inimmaginabilmente stupefacente.
Una villa enorme strutturata in maniera rustica esteriormente e moderna interiormente, arredata con quel tocco d’apertura mentale legata al passato e a concetti spirituali rispettosamente aperti, e vidi il tutto calpestando il pavimento in parquet valido sia per climi roventi (come il 9/7/2016), che freddi ed invernali.
Prima d’entrare passai al fianco della già a me enunciata piscina, vedendo sdraio, lettini, asciugamani, ombrelloni ed il tutto circondato da un verde immensamente curato naturalmente.
Panorami in tutte le direzioni nei quali mi persi più e più volte.
Il tutto accompagnato dalla sonorità moderata e ritmica di un impianto congeniale.
Il clima era totalmente adatto, con un leggerissimo venticello che raramente acquietava le nostre speranze quando il caldo fingeva di poter intaccare il nostro agio.
Mano a mano si presentarono tutti gli invitati, tra i quali il più non v’era mai stato, e vidi nei loro sguardi l’eccitazione nel far parte di quell’evento.
Le donne portarono le cibarie, e diverse si portarono in cucina a condire e sistemarle, con degli uomini, me compreso, che portavano il tutto in un fianco della piscina.
Mangiò chiunque quando ritenne che voleva mangiare, senza seguire indicazioni orarie per l’inizio né per la fine, ed in effetti non terminammo mai in quella giornata di nutrirci, pochi piccoli bocconi per volta di quelle pietanze alla mia gola ottimali e gustosi.
Ci si stese a prendere il sole e a comunicare gli uni glia altri nonostante fossero poche le persone che si conoscevano. C’era un’evidente e lampante compagnia rispettosa, sia per se stessi che per i facenti parte della stessa.
Dal pomeriggio, intorno alle 16:00 in poi, ci avventurammo nell’entusiasmo del ballo in congregazione con i sorrisi sinceri e le pacche amichevoli sulle spalle.
Mi sentii un po’ come facente parte del Resto.
Tutta natura, musica ed allegria, con il plus di conoscenze che arricchiscono il bagaglio personale di chi cerca una crescita interiore da esteriorizzare in aiuto degli altri.
Vi fu, intorno alle 20:00, anche chi si volle tuffare in quell’acqua di una gradualità giusta, e dopo i molti richiami lo feci anch’io.
Si stava bene in ogni dove all’interno di quella villa il 9 Luglio 2016.
Parlammo sempre più quando il buio s’affacciò e si spense la musicalità dell’impianto, e vi fu una donna ( mi scuso ma non rimembro il suo nome) che, sotto richiesta di chi sapeva che mi piace scrivere, lesse una parte dell’inizio di Schiavo della sua libertà, per la quale anche il proprietario della villa si complimentò per la mia modalità di scrittura, ampliando i rallegramenti a chiunque riuscisse ad esprimersi in qualità artistica.
Ti ringrazio Alessandro.
Ed è immancabile l’ennesimo ringraziamento a Stefano oltreché a chiunque abbia organizzato l’evento credendoci in qualità estremante accettabile.
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